Risultato: 2 - 0
FORMAZIONE: Aiello, Benzan (Vendola), Giuriato, Forza, Vascotto A., Cociani, Jerman (Iogna Prat), Marincich, Sabadin, De Luca (Sgorbissa), Lapaine. (A disposizione: Lubiana, Varglien, Jerman, Gordini, Dzelajlija, Davanzo, Kameni). Allenatore: Caiffa
Seconda sconfitta consecutiva per il San Giovanni di mister Stefano Caiffa che torna a casa dal pantano del Fogar di Staranzano con un amaro ko, maturato con il più classico dei risultati (esattamente come un mese fa in Coppa Regione) al termine di una sfida davvero scialba, forse la più brutta della stagione. I rossoneri (ma anche la Bisiaca) hanno comunque un grosso attenuante per la giornata storta, ovvero il campo quasi al limite dell’impraticabile, una vera e propria palude che ha reso difficile la vita, al limite dell’impossibile, ad entrambe le squadre.
I padroni di casa di Trangoni, un undici estremamente tecnico che ama molto il fraseggio, si è visto impossibile manovrare il pallone a pelo d’erba come da prassi abituale mentre il Sangio non è riuscito quasi mai servire in transizione le sue due bocche di fuoco che, che si sono viste quasi sempre “tagliate” fuori dal gioco reso lento e ristagnante dal terreno pesante. La partita, destinata al più classico dei zero a zero, si è così sbloccata solo grazie ad una giocata d’alta squadra del giocatore dotato della maggior classe presente in campo (entrato nel secondo tempo a sparigliare le carte) ovvero Gianluca “Aladino” Franciosi (ex Triestina tra le tante squadre) che con una magia delle sue è riuscito a sbloccare il match, poi chiuso definitivamente da un gollonzo di Cuzzolin nel finale.
Per la trasferta in Bisiacheria il Sangio si presenta senza la regia di Gridel in mezzo al campo, surrogato dal nuovo acquisto De Luca e con Giuriato in luogo di Vendola nella retroguardia a tre. Il match stenta a decollare fin dalle prime battute e la prima occasione arriva appena al 9’ con un tiraccio alto di Raffa, il regista della squadra di casa, che ha goduto spesso di una certa libertà nel tentare di “costruire” gioco. Un minuto dopo un lancio dalle retrovie trova lo scatto di Potenza che però calcia a lato di poco con Aiello battuto. Al 14’ Raffa scodella una palla in area che la difesa rossonera respinge corto, Zearo però calcia alle stelle. Al 22’ Crozzoli imbecca Madonna che converge sul destro in area di rigore calciando però alle stelle. Tre minuti dopo Sarr viene atterrato in area da Andrea Vascotto (super la sua prova al pari degli altri due centrali rossoneri) anche se l’attaccante senegalese sembra lasciarsi cadere. Il Sangio si fa vivo appena al 34’ quando Lapaine si libera con un bel slalom in area per poi calciare un tiro insidioso che viene deviato in corner dalla punta di Cuzzolin. Al 36’ la Bisiaca costruisce l’occasione più grossa del primo tempo con lo scatenato Madonna che si libera di Forza e di Benzan ma poi al momento clou calcia alto di mezzo metro sulla traversa rossonera. Un tiraccio finito alle stelle di Raffa al 39’ chiude un primo tempo sicuramente dimenticabile.
La ripresa, che vede un sensibile peggioramento del terreno di gioco, è ancora più brutta con le due squadre che si arrabattano a centrocampo in una sorta di calcio fiorentino. Al 52’ Marincich mette in mezzo per Andrea Vascotto che incorna bene il pallone obbligando Sandri ad un bel tuffo, è l’occasione più nitida per il Sangio della gara. Poi non succede nulla fino al 65’ quando il neoentrato Ferraioli calcia un tiraccio col mancino che termina lontanissimo dalla porta rossonera, cinque minuti dopo Forza ci prova con il mancino ma il portiere Sandri blocca il tiro centrale. Al 72’ arriva l’episodio decisivo del match: il neoentrato Franciosi prende palla, cerca un dai e vai con Ferraioli e poi calcia un tiro a giro che leva le ragnatele dall’incrocio alla sinistra di Aiello, 1 a 0 Bisiaca. Di fatto la partita finisce qui perché la squadra di Caiffa colleziona solo qualche mischia su calcio piazzato fino al 93’ quando, su cross di Crozzoli, Cuzzolin sul secondo palo insacca quasi involontariamente colpendo il cuoio di stinco. È l’ultimo sussulto di una trasferta da archiviare al più presto.
